Monastero di Sant'Antonio in Polesine

Riparazione con rafforzamento locale di Chiesa, Campanile, Chiostro grande e Chiostro piccolo

Luogo: Ferrara

Committente: Comune di Ferrara

Periodo: 2014-in corso

Importo lavori strutture: 1.000.000 €

Servizi offerti: progetto strutturale preliminare, definitivo ed esecutivo; direzione lavori operativa strutturale.


Il monastero di Sant'Antonio in Polesine è un complesso monumentale a pianta quadrata con chiostro centrale formato da quattro ali, una delle quali è destinata a chiesa intitolata alla memoria di Sant'Antonio Abate. Il complesso, disposto su due-tre livelli, ha una superficie complessiva di 8.000 mq e costituisce uno dei complessi monumentali che hanno subito meno modifiche del panorama ferrarese. La storia del monastero inizia nel 1320 con la costruzione della chiesa e si sviluppa fino alla fine del 1600 con la costruzione del corpo del noviziato. I corpi maggiormente danneggiati e quindi oggetto del consolidamento, sono stati la chiesa con il rispettivo campanile ed il noviziato. Si sono effettuate le verifiche di vulnerabilità di tutte le unità strutturali atte ad individuare i livelli di sicurezza nei confronti dei carichi statici e dinamici. Sono stati verificati staticamente tutti gli elementi strutturali. Per l’intero manufatto si sono analizzati sia i meccanismi locali, sia i meccanismi globali tramite modellazione numerica agli elementi finiti, attraverso analisi dinamiche lineari e/o statiche non lineari.

Gli interventi prevedono la sostituzione di elementi lignei particolarmente ammalorati, l'inserimento di controventi di falda nei coperti della chiesa, la realizzazione di scuci-cuci e la ristilatura dei giunti, il restauro delle volte gotiche del coro. 

In continuità con il primo, si trova il secondo chiostro con la sua estensione minore, ha perso la maggior parte dell’apparato decorativo a seguito dell’uso improprio come caserma durante la Prima guerra mondiale e a seguito degli interventi strutturali realizzati nel 1998, poi interrotti, lasciando la struttura completamente priva di rivestimenti. Da anni il secondo chiostro è inutilizzato, quindi risulta in condizioni manutentive pessime. Questo chiostro, oltre che dagli interventi strutturali, è stato caratterizzato da una rifunzionalizzazione che prevedesse non solo un uso monastico, ma anche una foresteria per turisti, un laboratorio, una biblioteca, una sala conferenza, accanto a locali ancora a destinazione claustrale. 

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